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Blade Runner 2049: ma gli androidi sognano pecore elettriche?

« Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: 
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, 
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. 
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, 
come lacrime nella pioggia. 
È tempo di morire. » 

Blade Runner, letteralmente “lama che corre”, torna a far parlare di se con tutta la potenza malinconica e distopica di cui è capace. 
Dal 05 ottobre, nelle è sale “Blade Runner 2049”, il sequel del capolavoro di fantascienza diretto da Ridley Scott nel 1982.  

Trent’anni dopo gli eventi del primo film, l’Agente K della Polizia di Los Angeles (Ryan Gosling), scopre un importante segreto, capace di far precipitare nel caos quello che è rimasto della società. La scoperta spinge K alla ricerca di Rick Deckard (Harrison Ford), l’ex-blade runner sparito nel nulla . 

Un’evoluzione “retrofuturistica” e fantascientifica della storia di frankestein e un film che, più del precedente, tenta di rispondere al grande interrogativo posto nel celebre scritto di Philip Dick: “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” 

Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Il Blade Runner di Villenueve, non solo non disattende le aspettative, ma rispetto al primo  replica con rinnovata arte e con l’aiuto di tecnologie ancora solo sognate nei primi anni Ottanta le atmosfere cupe e straordinariamente potenti.
Al centro anche di questa seconda “lama che corre”, l’uomo. L’uomo che può scegliere di cacciare, di uccidere, di odiare il diverso, e l’uomo che invece accetta l’androide, accetta ciò che lo sconvolge perché è uguale a lui ma non completamente, e addirittura se ne innamora.  Nel capolavoro letterario di Philip Dick, questo elemento è ancora più esplicito.
Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all'estinzione intere specie, costringendo l'umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore...

Anche l'uomo è stato replicato.  

I replicanti, simulacri perfetti e indistinguibili, sono banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici e di far perdere le loro tracce.  

Gli androidi modello Nexus 6, così perfetti, così ‘uguali’ agli esseri umani a tal punto da confondersi perfettamente con essi, in realtà non riescono fino in fondo a vivere tutte le emozioni umane.  

 A San Francisco, vive un uomo che ha l'incarico di ritirare gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano spesso il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano... 

Una di quelle storie e di quei libri indimenticabili, che fanno riflettere, da leggere e rileggere in streaming su TIMREADING, una di quelle letture intense e penetranti che ti fanno venire voglia di correre al cinema per vedere sullo schermo quei mondi fantastici solo immaginati tra le righe. 

Ma attenzione: potreste vedere “cose che voi umani…”.

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