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Giornata dei Diritti dei Migranti: 5 storie di migrazione

Il 18 dicembre del 2000 l’Onu ha istituito la Giornata Internazionale dei Diritti dei Migranti.

La giornata fu istituita in seguito a un fatto di cronaca che colpì molto la pubblica opinione, portando sotto gli occhi di tutti la realtà di una tragedia con radici lontane.

Il fatto risale a molti anni prima, nel 1972, quando un camion che avrebbe dovuto contenere ben altro carico, ha un incidente sotto il tunnel del Monte Bianco nel quale perdono la vita 28 lavoratori originari del Mali, nascosti nel mezzo da giorni nella speranza di raggiungere la Francia per avere una speranza di vita e futuro. Ci sono voluti quasi 30 anni di riflessione da parte delle istituzioni internazionali per ammettere e ufficializzare la necessità di tutelare il diritto universale di salvarsi la vita altrove, se necessario.

 La migrazione è un tema oggi attualissimo perché ci coinvolge direttamente come Paese, spesso primo punto di approdo per i flussi che provengono al di là del Mediterraneo.

La questione è molto dibattuta e controversa ma non bisogna dimenticare che gli italiani sono stati per primi un popolo di migranti, anche in tempi recentissimi. Chi di noi non ha un lontano parente in America? Per non parlare delle durissime condizioni di vita e delle palesi discriminazioni che i lavoratori italiani hanno subito fino a qualche decennio fa nella vicinissima, solo geograficamente, Svizzera, come racconta un memorabile Nino Manfredi  nel toccante film Pane e Cioccolata, interpretando un emigrante italiano nella Svizzera degli anni ’70.

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Per celebrare questa giornata TIMREADING propone 5 ebook, da leggere in streaming comodamente dallo smartphone, che parlano di migrazione, per ricordare che “Siamo sempre lo straniero di qualcun altro” se non iniziamo a cambiare la nostra  prospettiva. 

Vita di Melania Mazzucco
Nel 1903 Vita e Diamante, nove anni lei, dodici lui, sbarcano a New York. Dalla miseria delle campagne del Mezzogiorno vengono catapultati in una metropoli moderna, caotica e ostile. Vita è ribelle, possessiva e indomabile, Diamante taciturno, orgoglioso e temerario. Li aspettano sopraffazione, violenza e tradimento. Ma anche occasioni di riscatto, la scoperta dell'amicizia e, soprattutto, l'amore. Che si rivelerà piú forte della distanza, della guerra, degli anni. La storia di tutti quelli che hanno sognato - e sognano - una vita migliore.

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Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda
Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l'incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l'Iran, la Turchia e la Grecia. Un'odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l'ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso.

L’orda, quando gli albanesi eravamo noi di Gian Antonio Stella
Quando gli "albanesi" eravamo noi, espatriavamo illegalmente a centinaia di migliaia, ci linciavano come ladri di posti di lavoro, ci accusavano di essere tutti mafiosi e criminali. Quando gli "albanesi" eravamo noi, vendevamo i nostri bambini agli orchi girovaghi, gestivamo la tratta delle bianche, seminavamo il terrore anarchico ammazzando capi di stato e poveri passanti ed eravamo così sporchi che ci era interdetta la sala d'aspetto di terza classe. Quando gli "albanesi" eravamo noi, ci pesavano addosso secoli di fame, ignoranza, stereotipi infamanti. Quando gli "albanesi" eravamo noi, era solo ieri.

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I fantasmi di Porto Palo di Giovanni Maria Bellu
La notte di Natale del 1996 nel canale di Sicilia avvenne quello che, all'epoca, fu il più grande naufragio della storia del Mediterraneo dalla fine della seconda guerra mondiale. Nel tentativo di raggiungere l'Italia, circa trecento giovani uomini di origine pakistana, indiana e tamil morirono in una «carretta del mare». Il fatto passò quasi completamente sotto silenzio benché un centinaio di superstiti – abbandonati dai trafficanti su una spiaggia del Peloponneso e arrestati dalla polizia greca – l'avessero raccontato nei dettagli. Secondo le autorità italiane, le loro testimonianze non erano attendibili. Se veramente un naufragio di quelle dimensioni fosse avvenuto, sarebbero stati trovati a decine i corpi delle vittime, invece non ne era stato trovato nemmeno uno. Come era possibile? I fantasmi di Portopalo racconta l'inchiesta giornalistica che nel 2001 ricostruì la verità del fatto, dando voce a quelle morti. E svela che le paure di vent'anni fa sono le stesse di oggi.

Sull’oceano di Edmondo De Amicis
In bilico tra reportage giornalistico e racconto corale, Sull’Oceano, pubblicato nel 1889, è l’unico romanzo italiano che affronti il tema dell’emigrazione, un fenomeno di dimensioni imponenti e di portata storica tale da incidere profondamente, tra Ottocento e Novecento, sulle sorti demografiche ed economiche del nostro paese. Prendendo le mosse da un’esperienza vissuta in prima persona – il viaggio da Genova a Buenos Aires compiuto nel 1884 a bordo del piroscafo Nord-America (ribattezzato Galileo nel romanzo) – l’autore del libro Cuore descrive, con fraterna partecipazione, la miseria e la tenacia del popolo dei migranti, costretti dalla fame e da condizioni disumane ad abbandonare la terra natale. 

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