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Sono al Bookcity Milano quindi leggo

Dal 16 al 19 novembre Milano si trasforma nella capitale italiana della lettura. Il capoluogo lombardo ospita infatti gli incontri della sesta edizione di Bookcity, festival letterario diffuso che si svolge in tutto il territorio metropolitano. Librerie, musei, fondazioni, palazzi storici, teatri, aule universitarie e abitazioni: sono più di 200 i luoghi che fanno da cornice agli incontri degli scrittori con il pubblico. Se amate i libri, insomma, Milano è il posto giusto per voi.

I percorsi letterari della manifestazione sono davvero molteplici. Uno di questi è legato alla natura stessa del festival che abbraccia l’intera città, dal centro storico alle propaggini dell’hinterland: tra i tantissimi titoli presentati a Bookcity 2017 ne abbiamo scelti alcuni che parlano proprio di Milano.

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Uno di questi è il romanzo di Giuseppe Lupo Gli anni del nostro incanto. L’autore, docente di letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, traccia una storia familiare che si snoda tra gli anni ’60 e gli anni ’80. Una storia che è anche un racconto di vita di tante persone di origine meridionale cresciute a Milano: a fare da collante è una fotografia che ritrae padre, madre e due bambini seduti su una Vespa, insieme alla loro visione ottimista e ingenua del futuro destinata ad infrangersi di lì a pochi anni.

Gironzolando per la Milano di oggi, lo sguardo è attratto dal fervore edilizio che ricorda l’epoca del boom. Ma oggi come allora il progresso ha anche il suo lato oscuro. Ce lo ricordano Erica Arosio e Giorgio Maimone nel giallo Cinemascope, ambientato nel 1963 nei giorni dell’omicidio Kennedy. L’industriale Borghini viene trovato nudo e impiccato nella sua villa in zona Fiera: si è ucciso o è stato ucciso? L’avvocato Greta Morandi e il detective Mario Longoni indagano sulla vita irreprensibile del facoltoso industriale, scoprendo liti di famiglia, contrasti in azienda e filmini amatoriali che Borghini girava alle sue numerose amiche. La città entra a pieno titolo nello sviluppo della vicenda, tanto che gli autori hanno ritenuto di inserire alla fine del libro una mappa della città con i luoghi del giallo.

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Ancora Milano e ancora giallo per Zona franca e Soltanto silenzio, due romanzi di Massimo Cassani presentati a Bookcity. Il protagonista è il commissario di Polizia Sandro Micuzzi, che si aggira meditabondo per Milano a risolver delitti. In “Zona franca” il morto è un vecchietto svitato detto Sciagura che vorrebbe abbattere il Duomo, ma che soprattutto ha denunciato gli illeciti di un costruttore edile. Micuzzi, spedito dai superiori in un commissariato poco glamour dalle parti di via Padova, dovrà indagare sul brutale pestaggio di una giornalista che conduceva un’inchiesta sulla morte del vecchietto. “Soltanto silenzio”, invece, ci riporta a uno dei momenti più bui della storia della repubblica italiana, il 1978. Un fatterello avvenuto in quell’anno finisce trentacinque anni dopo sulla scrivania del commissario, che verrà chiamato a districarsi in una vicenda che coinvolge i servizi segreti italiani e americani e una serie di tipi loschi da cui dovrà ben guardarsi le spalle per uscirne vivo.

Nel suo romanzo L’invidia degli dei Stefano Jacini ci racconta il mondo della buona società milanese degli anni ’30, dove alcuni personaggi si trovano a dover risolvere problemi affettivi e materiali, dalla perdita di un anello di fidanzamento al furto di un prezioso ritratto alle pene d’amore di una giovane bibliotecaria. Il sorprendente narratore di queste bizzarre vicende d’alta borghesia è una pietra preziosa, il rubino dell’anello perduto, mentre attorno ai protagonisti la Storia avanza a passi spediti tra l’insorgere del nazismo e le bombe all’Hotel Diana.

Vogliamo chiudere la selezione milanese dei libri di Bookcity che troverete da leggere in streaming su TIMREADING con Ho visto un Fo di Giuseppina Manin. L’autrice, inviata del Corriere della Sera alla cerimonia di assegnazione del Nobel a Dario Fo, racconta storie e aneddoti del grande commediografo nato in provincia di Varese nel 1926, ma milanese d’indole e adozione. Nei primi anni 2000 Dario Fo si candidò a sindaco di Milano con tanto di spettacoli ad hoc come Il cantico dei bronchi intasati. Fo non è mai diventato sindaco, privandoci di uno spettacolo straordinario: chissà cosa avrebbe detto di sé con indosso la fascia tricolore un uomo che ha trascorso la vita a farsi beffe dei potenti.

 

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