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Buon compleanno Maradona! I palleggi d'oro di Diego

Semplicemente il più grande giocatore della storia del calcio. Il più amato. Il più raccontato. Diego Armando Maradona, El Pibe de Oro, compie oggi 57 anni. Di lui si è detto e scritto di tutto, noi oggi vogliamo ricordare un aneddoto del suo passato. Un episodio della sua infanzia, di quando Maradona non è ancora Maradona ma solo “Dieguito”, un bambino di 10 anni che gioca nelle giovanili dell’Argentinos Juniors. 

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Un bambino cresciuto a pane e pallone nella polverosa periferia di Buenos Aires che ha il sogno di entrare un giorno nel calcio dei grandi. Tutti, però, si sono già accorti del talento di quel “nanetto”  che danza sulla palla con una disinvoltura sconvolgente. Un giorno, durante l’intervallo di una partita della massima serie argentina, Maradona, che è un semplice raccattapalle della prima squadra, vede un pallone in mezzo al campo e non ci pensa un attimo: l’istinto è troppo forte e allora comincia a palleggiare. Uno, due, tre, la palla non tocca mai terra, le gambe gracili di quel bambino di 10 anni si muovono da sole,  il gesto tecnico è solo un pretesto per vedere la magia trasformarsi in realtà, la classe farsi spettacolo. Il tocco del Campione che incanterà il mondo è già lì, vivo e tangibile. Il pubblico è in delirio, l’intervallo è ormai concluso ma gli spettatori vorrebbero poter ammirare all’infinito i colpi di “Dieguito”. Si è già andati oltre il tempo consentito ma dagli spalti si alza un coro unanime:  "¡Que se quede, que se quede!", “Fatelo restare, fatelo restare!”. Gli addetti al campo, però, preoccupati di dover far reiniziare la partita, fanno segno a Maradona di smettere: lui allora, prima di uscire di scena, regala l’ultima magia e con un colpo di tacco consegna la palla all’allenatore della squadra fra il tripudio generale della folla. 

A nessun altro abbiamo offerto tanta passione. L'Argentina è Maradona, Maradona è l'Argentina

Gustavo Bernstein, psicologo e autore argentino 

Da quel giorno ne ha fatta di strada il piccolo Diego diventando il simbolo di uno sport che è lo sport dei sogni. Perché ogni bambino, con una palla tra i piedi, può emulare il mito e sognare di diventare un giorno Maradona. I palleggi di “Dieguito” sono i palleggi di tutti i bambini del mondo. Cosa ha rappresentato per un'intera generazione vivere le gesta di una divinità del calcio? Ce lo racconta Rosario Cuomo nel suo libro “Volevamo essere Maradona”, un ebook da leggere in streaming direttamente sul vostro smartphone!

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Da bambino a campione. Dalla povertà al successo, dalla strada al tetto del mondo.  Nel 1986 Maradona vince un Mondiale praticamente da solo: memorabile la gara ai quarti contro l’Inghilterra allo Stadio Azteca di Città del Messico con “El Diez” capace di segnare nella stessa partita la rete più bella della storia del calcio, quello slalom da cineteca di oltre 60 metri , ma anche la più controversa, quella segnata di mano ribattezzata poi la “Mano de Dios”. Genio e sregolatezza. Ma c’è un altro capitolo della vita di Maradona che va inevitabilmente sviscerato: la sua lunga storia d’amore con Napoli. 

E in occasione del compleanno di Diego, TIMREADING vi consiglia anche  “Il Napoli di Maradona”, l’ebook di Marco Belinazzo da leggere e rileggere in streaming , comodamente dal vostro tablet, ovunque voi siate. Un modo per ripercorrere le gesta di Maradona nella città che lo ha amato di più: a Napoli Diego diventa un’icona, un mito, vince due scudetti e una Coppa Uefa e si consacra leader indiscusso della squadra e del calcio mondiale. 

«Oh mamma mamma mamma, oh mamma mamma mamma, sai perché mi batte il corazon, ho visto Maradona, ho visto Maradona, uè mamma', innamorato son"

Coro dei tifosi del Napoli

 

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