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TIMREADING CONSIGLIA DI LEGGERE L’EBOOK DI SOFIA VISCARDI. UN LIBRO COME LA PRIMA VERA LETTERA D'AMORE. 

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Sono una di quelle persone che preferisce il rimorso al rimpianto. E si vede. Da qualsiasi prospettiva si osservi la mia vita, ecco un essere umano che si è scottato, spogliato, tagliato, che ha rischiato, perso - molto – e vinto – un po’ meno. Ho preso con convinzione e lasciato senza guardarmi indietro. Sono stata amica e nemica, e se ho perso qualcuno per strada, raramente ne ho sentito la mancanza.

Il mio unico rimpianto si chiama Giacomo. Giacomo era in classe con me, un anno in più a causa di una bocciatura figlia di una pubertà più burrascosa del dovuto. Il compagno di sua madre era amico di mio padre. Ci siamo intravisti per tutta l’infanzia e abbiamo condiviso quel periodo ingrato e bellissimo che è l’inizio dell’adolescenza. Abbiamo spartito la merenda, ci siamo passati la varicella e tenuti vicendevolmente la testa sul water alla prima sbronza.
Abbiamo fumato insieme di nascosto, fatto finta di studiare nelle calde sere d’estate, giocato alla Play invece di dormire. Io e Giacomo siamo cresciuti insieme. Ci siamo scambiati un unico, tenero bacio al cinema, a tredici anni, lui con la faccia devastata dall’acne e un’improbabile tuta di acetato, io con i capelli crespi e degli orribili pantaloni di velluto a costine color pastello. Poi lui ha deciso che preferiva le ragazze più intraprendenti ed io sono stata ben felice di ritrovare il mio migliore amico.
Per anni ci siamo voluti bene di un bene inossidabile, indipendente, che non risentiva della distanza, dei gusti, delle interferenze della vita. Poi è accaduto qualcosa. Non so esattamente cosa, perché non è stato improvviso, piuttosto un subdolo movimento dell’anima. La sua, perché la mia si crogiolava inconsapevole nella stupida certezza di un sentimento che credeva eterno. Un giorno, Giacomo ha deciso di non essere più mio amico.
Eravamo entrambi a Roma, io per uno spettacolo teatrale in cui recitavo da protagonista, lui per una conferenza in cui era relatore. Me lo ha detto di persona, dopo che non ci vedevamo da tanto, in una stradina vicino a Borgo Pio. Ricordo tutto di quel momento. Ricordo che c’era una buca al centro del marciapiede coperta alla meno peggio con dei pezzi di legno.
Ricordo l’odore acre dei cassonetti. Ricordo i suoi occhiali con la montatura sottile. Ricordo che non riuscivo a capire. Siamo troppo diversi, mi disse lui. Ma lo siamo sempre stati, risposi io. Non condivido le tue scelte di vita, mi disse. E me lo disse con fastidio, quasi a volermi scrollare di dosso.

Fu uno dei dolori più intensi della mia vita. Mi sentii derubata di un pezzo della mia adolescenza, quello migliore. Se ne andò, senza mai voltarsi.

Per anni ho relegato Giacomo ad un angolo del mio cervello, fino a quando ho letto sullo smartphone l’ebook Succede di Sofia Viscardi. E tutto il rimpianto di quel sentimento negato, deriso, buttato via mi ha investita con prepotenza.

Perché, a volte, l’amicizia può fare male tanto quanto l’amore. Se non di più. 

 

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