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LEGGI IN STREAMING SU TIMreading L’EBOOK DI SILVIA VEGETTI FINZI PER GUARDARE ALLA MATERNITÀ CON GLI OCCHI DELL’ANIMA 

Quando rimasi incinta del mio primo figlio, Riccardo, mi dissero che avrei “sentito” il mio bambino. Mi dissero: è come un battito d’ali nella pancia. Mi dissero che mi sarei sentita diversa. In effetti, diversa mi sentivo. Nauseata al punto di vomitare diverse volte al giorno, gonfia, assonnata. Diversa, lo ero di sicuro. Eppure, non “sentivo” un bel niente. Nessuna sensazione particolare, nessuna “illuminazione”. Certo, portavo in pancia un figlio desiderato, ma la vita di tutti i giorni mi distraeva dal pensiero e mi portava altrove. In quel periodo, come sceneggiatrice, lavoravo alla stesura di un film. Ogni giorno, io e il mio pancione salivamo sulla Smart e guidavamo per le strade di Roma fino alla casa del regista. Ogni tanto, mi ricordavo di mettere musica, soprattutto Vasco. “Fagli ascoltare tanta musica”, mi avevano detto. Ci tenevo che mio figlio amasse Vasco, fin dalla pancia. Più spesso, presa com’ero dai miei pensieri, me ne dimenticavo. Guidavo e basta, senza musica, pensando alla scena che avrei dovuto scrivere quel giorno, all’attore più giusto per quel ruolo. Il battito d’ali non credo di averlo mai sentito. Un pugno, piuttosto, un calcio ben assestato. E quando sentivo un formicolio strano, c’era da giurare che fosse colpa del mio intestino più che del bambino.  Eppure, quel bambino, io lo desideravo, e tanto. Dopo due aborti spontanei, navigavo tra la paura, l’emozione, l’attesa. Capivo e non capivo. Volevo esserci, volevo “sentirlo”, ma non lo sentivo come mi dicevano avrei dovuto. Mi sono spesso ritrovata a parlare a quel bambino, ma senza convinzione. Gli parlavo perché mi avevano detto che era giusto parlargli, ma mi sentivo pure un po’ idiota. Mi sembrava di parlare da sola.

Questa settimana voglio consigliarvi perciò un libro che è un po’ racconto e un po’ trattato di psicologia.

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È L’ospite più atteso, di Silvia Vegetti Finzi che è inoltre al 50% fino all’8 maggio per la lettura in streaming. Un libro lieve, che aiuta a capire, a capirsi. Un libro perfetto per la maternità e anche dopo. Un racconto di maternità che parla della forza dirompente di un evento così ancestrale da sconvolgere il nostro corpo e la nostra mente ormai plasmati dalla “modernità”. Un racconto che parla della pulsione inconscia a generare del corpo e il desiderio di maternità che appartiene all’anima. Perché, nonostante il progresso, gli anni, i tablet, siamo ancora lì. Dove eravamo allora.

P.S. Riccardo, a Vasco, preferisce i Metallica, bontà sua.

 Parola di mamma.

 

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