Loading..

Product was successfully added to your shopping cart.

5

Product was successfully added to your comparison list.

0 Com

Sono in metropolitana quindi leggo

Leggere un libro in metropolitana è un buon modo per rendere quel breve viaggio quotidiano una pausa dal mondo che ci scorre da sopra, ma anche da quello che si agita nei nostri smartphone, tra chat, email e news. C’era una volta, in una qualsiasi grande città, un luogo in cui era facile incontrare persone immerse nella lettura. No, non parlo delle biblioteche, ma proprio dei vagoni della metropolitana: panorama dal finestrino nero pece e niente connessione rendevano la lettura il migliore dei passatempi e gli avidi lettori che non avevano avuto la fortuna di sedersi se ne stavano pericolosamente in equilibrio precario per tenere il libro in mano.

Oggi la connessione è arrivata in gran parte delle linee metropolitane, facendo quasi sparire i libri cartacei: chi ama leggere con TIMREADING può direttamente accedere in streaming ai libri e gustarli sui dispositivi mobili, che si tengono in mano molto più facilmente rendendo meno audace la lettura in piedi. Ma che cosa leggere in metropolitana?

ambarab-culicchia-giuseppe

Un libro con capitoli brevi ci può accompagnare per diversi viaggi: uno per capitolo. È il caso di Ambarabà di Giuseppe Culicchia, è composto da 21 capitoli, ognuno dei quali dedicato a un personaggio in attesa che sta per salire sul vagone.  Avete presente quella curiosità che ci coglie quando, in attesa sulla banchina, guardiamo le facce delle persone che ci circondano? Cerchiamo di intuire chi siano e cosa pensino questi sconosciuti che stanno per diventare nostri precari compagni di viaggio. La stessa curiosità è venuta all’autore, che ha deciso di scriverci un libro. 21 personaggi immaginari, dalla modella al ragazzino, dall’uomo d’affari al barbone, dall’uomo tatuato alla prostituta, che si raccontano in prima persona. Persone che incrociamo nella vita di tutti i giorni, ognuno col suo modo di pensare e i suoi tic verbali, che il lettore potrà conoscere senza quel filtro che ci separa anche quando i nostri corpi si schiacciano l’un l’altro nei vagoni affollati.

m-bartezzaghi-stefano

Per i viaggi sulla metropolitana di Milano c’è un libro spassoso di Stefano Bartezzaghi, il popolare scrittore ed esperto di parole e linguaggio che in M. Una metronovela ci conduce in un viaggio tra le fermate della metropolitana milanese, con racconti, divagazioni e ricordi personali.  Non solo, sotto ai suoi occhi si dipana una bizzarra “metronovela” che lo scrittore immagina si svolga sugli schermi della metro al posto delle pubblicità. La metronovela che fa da collante ai vari racconti si chiama “Chuck & Dem” (da Ciache andém, un gioco di parole incomprensibile per i non meneghini), e ha come interpreti due agenti che si trovano a Milano per una segreta ricerca di mercato. La copertina di questo “romanzo metropolitano sentimentale” è del bravissimo fumettista Paolo Bacilieri.

È però a Roma che corre sotterranea la prima metro d’Italia, la cui costruzione ispirò alcune scene del film Roma di Fellini. La prima linea fu infatti inaugurata nel 1955 e collegava Termini con il quartiere Eur (purtroppo a questa prima linea ne sono seguite soltanto due, anzi, una e mezza, per una città che meriterebbe ben altri collegamenti nel sottosuolo, ma questa è un’altra storia). Nel romanzo di Luigi Sorrenti intitolato L’uomo nero la metro di Roma fa da sfondo a una serie di efferati omicidi commessi da un misterioso serial killer che, dalla vigilia di Natale a quella di Pasqua, fa precipitare la capitale nel panico e nella follia, fino all’ultimo delitto, ambientato alla fermata Ottaviano/Musei Vaticani.

Bene, ora siamo pronti per farci trasportare in un mondo di letture!

 

Scrivi un commento

Autenticati per inviare un commento.

clicca qui per autenticarti