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Sono in montagna quindi leggo Le otto montagne

Di libri da leggere in montagna, magari nella solitudine di una radura alpina, in una pausa di una camminata per raggiungere il rifugio per la notte, la letteratura italiana ne regala tanti di bellissimi. L’ultimo è Le otto montagne, il romanzo di Paolo Cognetti, pubblicato lo scorso inverno e già acclamato da critica e lettori, ora nella cinquina del premio Strega. Non stupisce che il romanzo abbia intanto vinto lo Strega giovani, il premio assegnato dai ragazzi tra i sedici e i diciotto anni, perché è un libro che parla di un’amicizia lunga tutta una vita nata nell’età della prima adolescenza, l’amicizia tra un ragazzino di città e un coetaneo che vive tra le montagne della val d’Aosta e porta al pascolo le vacche. Pietro, il protagonista, scopre la montagna grazie ai genitori, i quali, originari del Veneto, si sono sposati in giacca a vento guardando le Dolomiti. Il lavoro li ha portati a Milano, ma appena possono si rifugiano tra le valli all’ombra del Monte Rosa, dove svelano la loro natura: contemplativa e sociale la madre, impulsiva e solitaria il padre. E Pietro? Lontano dalla città, misurandosi con le durezze della montagna, trova l’avventura, l’amicizia, il rapporto col padre e, con il passare degli anni, il senso della vita.

Le otto montagne di Paolo Cognetti

Le otto montagne è un romanzo per tutte le età, scritto con la stessa cura con cui si prepara lo zaino per il trekking: nulla di superfluo, ma tutto quello che serve, per restare leggeri portando solo ciò che è importante. Una scrittura capace di precise descrizioni che a tratti ricorda quella di un grande scrittore di montagna, Mario Rigoni Stern. E infatti Stern è tra gli scrittori più amati di Cognetti, come ci ha rivelato in questa intervista.

Storia di Tönle, il romanzo consigliato da Cognetti, racconta la vita di un contadino dell’altopiano di Asiago a cavallo tra Ottocento e Novecento: la vita dura, avventurosa, disgraziata, sempre attraversata dal viscerale legame con la propria terra, di un uomo semplice e onesto. Da leggere in montagna anche i tanti racconti di Rigoni Stern, brevi, carichi di ritratti umani e descrizioni naturalistiche di grande bellezza, come quelli nella raccolta Il bosco degli Urogalli

L’amore per la natura e la montagna e le sue durezze come maestra di vita sono anche al centro di un libro considerato fondamentale per tutti gli appassionati di alpinismo: Montagne di una vita di Walter Bonatti, uno dei più grandi alpinisti italiani. Bonatti ha conquistato il K2 in tempi in cui non esistevano telefoni satellitari, né attrezzature high tech: scalava vette impossibili con corde di canapa e chiodi spesso costruiti da lui stesso. In Montagne di una vita ha raccontato le sue imprese, segnate anche da eventi tragici, e ha raccolto gli insegnamenti che la montagna gli ha dato, perché gli ha consentito, come ha scritto nelle prime righe del libro 

«di soddisfare il bisogno innato di misurarsi e di provarsi, di conoscere e di sapere».

Se siete già in montagna, o state per andarci, non avete che l’imbarazzo della scelta… Buona lettura!

 

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