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Nerve: un libro (e un film) sui pericoli dei social game

Adrenalina, soldi, followers, successo, fama, amore, likes, vendetta, sopravvivenza...
Per cosa giochi?

Nerve di Jeanne Ryan

In un momento storico in cui i social network, e determinati social game in particolare, fanno molto discutere per la potenza che hanno sugli adolescenti, arriva al cinema un film tratto da un libro che già nel 2012 aveva profetizzato una realtà piuttosto inquietante.

Nerve, il film di Henry Joost e Ariel Schulman con Emma Roberts e Dave Franco in sala da oggi, è infatti l’adattamento dell’omonimo libro di Jeanne Ryan pubblicato in Italia da Newton Compton e ambientato in un futuro virtuale diventato incredibilmente realistico.

Nerve è un social game, un gioco in diretta online a cui le persone possono iscriversi come osservatori, pagando una quota per guardare, o come giocatori, accettano ordini dagli osservatori e ricevendo ricompense in denaro per ogni “prova” superata.

L’obiettivo del gioco è quello di sfidare il pericolo e accettare ogni rischio pur di superare i propri limiti e – naturalmente – di acquisire popolarità. Perché, questa è la regola, solo i giocatori più amati vanno avanti.

Così, Vee (Emma Roberts) e Ian (Dave Franco) si ritrovano a incrociarsi durante il gioco e, a seguito di un bacio dovuto a una sfida lanciata a Vee, diventano, per volere degli osservatori, una coppia.
Inizialmente è tutto molto divertente, ma cosa aspetta i due protagonisti di Nerve? Quali pericolose imprese dovranno superare per arrivare alla fine di questo gioco virtuale? E perché tra le regole per partecipare c’è quella che impone ai giocatori di non rivolgersi mai alle forze dell’ordine e di vedersi confiscati i conti bancari in caso di perdita di una sfida? 

Il film, come il libro, non parla semplicemente di un social game ma di quanto gli adolescenti di oggi sentano il bisogno di affermarsi nella società attraverso l’immagine che riescono a costruirsi, della necessità di farsi accettare dagli altri anche a costo di fare qualcosa che altrimenti non farebbero mai. Atteggiamenti tipici da sempre dell’adolescenza, ma che oggi diventano particolarmente rischiosi a causa della rete, dove “esserci” significa essere online, postare foto, condividere status, realizzare dirette video, mostrare a tutti cosa si fa e con chi.

Ecco che un semplice gioco può diventare molto pericoloso, e che una realtà apparentemente normale può essere invece molto diversa da ciò che sembra, e può nascondere dolore, disagio, insicurezze. 

Il libro, diventato un bestseller internazionale tradotto in oltre 20 lingue, racconta questo e molto altro. Leggilo in streaming su TIMreading e poi …corri al cinema. 

Buona lettura!

 

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