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Rosso Istanbul. Ferzan Ozpetek porta sullo schermo il suo primo romanzo

Copertina rosso Istanbul di ferzan ozpetekDal 2 marzo nelle sale italiane l’undicesimo e ultimo film del regista turco, naturalizzato italiano, Ferzan Ozpetek: Rosso Istanbul. Il film è la trasposizione cinematografica del suo primo omonimo romanzo uscito con Mondadori nel 2014.

Dopo le terrazze romane de Le fate ignoranti passando per i meravigliosi scorci salentini de Le Mine Vaganti e Allacciate le cinture, Ozpetek ritorna  a girare nella sua città d’origine dopo 16 lunghi anni. E’ di questo viaggio nella memoria,  un ritorno nostalgico al proprio passato e ai propri affetti che parla soprattutto il romanzo Rosso Istanbul, da leggere in formato ebook su TIMreading. Non a caso il protagonista è un regista turco che vive a Roma e che dopo venti anni decide di prendere un aereo e tornare nella sua città natale. L'improvviso ritorno a casa accende a uno a uno i ricordi del regista alter ego di Ozpetek: della madre, donna bellissima e malinconica; del padre, misteriosamente scomparso e altrettanto misteriosamente ricomparso dieci anni dopo; della nonna, raffinata "principessa ottomana" e della altre donne che hanno popolato la sua infanzia e, ovviamente, del primo amore, proibito, struggente e perduto. Ma Istanbul sa cogliere ancora una volta il protagonista di sorpresa. E lo trattiene, anche se lui vorrebbe ripartire. Perché se il passato, talvolta, ritorna, il presente ha spesso il dono di afferrarci. I passi del regista si incrociano con quelli di una donna. Sono partiti insieme da Roma, sullo stesso aereo, seduti vicini. Non si conoscono. Non ancora. Ma a Istanbul accadrà qualcosa che cambierà per sempre la sua vita, incrociando i loro destini tra caffè e hamam e il rosso di Istanbul.

Il film in sala parte dal romanzo ma aggiunge molti elementi nuovi, dei colpi di scena che trasformano la storia in una specie di thriller e svelano man mano ciò che all'inizio non si conosce. E' anche il tentativo di raccontare la città attraverso gli occhi di una persona che l'ha lasciata da tanto tempo ed è diventata quasi uno straniero. Il film è pervaso dalla sensazione che stia per accadere qualcosa, un'inquietudine che si trasmette anche ai personaggi, interpretati tutti da attori turchi, e restituisce il clima di un paese che sta cambiando velocemente. Infatti mentre il regista girava il film, Istanbul e la Turchia erano, e purtroppo sono ancora, sotto il terrore degli attentati terroristici e delle sempre più drastiche riduzioni delle libertà personali.

Il libro apre con una citazione da Harem Suarè, l’ultimo film “turco” girato dal regista:

non dimenticate mai che la cosa più importante non è come vivete la vostra vita. La cosa che conta è come la racconterete a voi stessi, e soprattutto agli altri. Soltanto in questo modo, infatti, è possibile dare un senso agli sbagli, ai dolori, alla morte.

Attraverso le parole e le immagini Ferzan Ozpetek ci racconta così la sua vita e la sua Istanbul, rossa come i melograni, rossa come i tramonti sul Bosforo.

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