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Sono a Torino quindi leggo La donna della domenica

GLI EBOOK DA LEGGERE A TORINO PRIMA DI IMMERGERSI NEL SALONE DEL LIBRO.

Il Salone del libro inaugura giovedì e quest’anno, con i cinquecento eventi del Salone off che si terranno in giro per tutta Torino, per gli amanti dei libri sarà un’occasione per conoscere meglio la città.

Per i lettori italiani Torino fa rima con “Cuore”, il classicone per l’infanzia di Edmondo De Amicis, scrittore prolifico che tuttavia senza quest’opera sarebbe perlopiù dimenticato. Lo lessi anch’io alle elementari, quand’ero coetanea dei piccoli protagonisti, e lo adorai commuovendomi per tutte le infelici e avventurose storie mensili.

Diario minimo di Umberto Eco

Salvo poi provare un certo imbarazzo di tale trasporto quando, una decina di anni dopo, scoprii, leggendo L’elogio del Franti nel Diario minimo di Umberto Eco, che avevo amato un’opera colma di retorica conservatrice, nella quale l’unico personaggio interessante era proprio il più detestato, il cattivo, il Franti, con il suo ghigno stampato in faccia. In effetti un concentrato così denso e melenso di sfortune, eroismi e buoni sentimenti s’è letto raramente, ma riscoprire alcune parti del diario di Enrico Bottini su un tram o una panchina di Torino può essere un’esperienza interessante: farà sorridere o di nuovo commuovere?

Cuore di Edmondo De Amicis

Per chi volesse immergersi nella Torino letteraria tra una presentazione e l’altra per fortuna non c’è solo il libro Cuore, sono tanti gli scrittori che vi hanno vissuto e ambientato le loro storie, da Pavese alla Ginzburg e per arrivare, in anni recenti, a Paolo Giordano con il bestseller La solitudine dei numeri primi. Ma nei giorni del Salone del libro è bello ricordare due intellettuali torinesi, due scrittori eclettici nati negli anni Venti che per una cinquantina d’anni furono anche attivissimi lavoratori dell’editoria come traduttori e curatori. Si tratta di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, F&L. Nella produzione della coppia si ritrova l’ironia colta, il gioco con i cliché dei generi letterari e la programmatica commistione di alto e basso del Diario minimo di Eco, forse è un’attitudine piemontese.

Il più grande successo di pubblico di Fruttero e Lucentini fu La donna della domenica, un bel giallo che si dipana in una Torino torbida e polverosa negli ambienti dell’alta borghesia cittadina, costantemente venato di ironia: l’arma del delitto su cui è chiamato a indagare il commissario Santamaria è un grande fallo di pietra e il Balon, il grande mercato delle pulci, è il luogo di un secondo omicidio. A fornire la soluzione del caso sarà un detto in dialetto piemontese. Il commissario Santamaria tornò sulle pagine e per le strade della città anni dopo, in A che punto è la notte, questa volta per indagare su un assassinio commesso in chiesa. 

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