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Esce oggi al cinema “Benedetta follia”, una nuova esilarante commedia scritta, diretta e interpretata da Carlo Verdone. Il celebre regista e attore ha voluto al suo fianco Ilenia Pastorelli, splendida interprete femminile in "Lo chiamavano Jeeg Robot", pellicola rivelazione del 2016. In questo nuovo film la giovane attrice è solo una delle tante donne che ruotano intorno a Verdone, da Maria Pia Calzone a Lucrezia Lante della Rovere. D’altronde il regista romano ha sempre dimostrato di saper valorizzare al meglio le protagoniste femminili.

Le donne sono una costante nei suoi film: dalla povera Magda del celebre “Tu mi adori, e allora lo vedi che la cosa è reciproca?”, moglie dell’ossessivo e ansiogeno Furio in “Bianco Rosso e Verdone”, fino alla coattissima Jessica, neo moglie di Ivano in “Viaggi di Nozze” interpretata da Claudia Gerini. Qui la Pastorelli è Luna, una spigliata ragazza di periferia che stravolge la vita del mite Guglielmo, gestore di un rinomato negozio di articoli religiosi, andato in crisi dopo la fine della relazione con la moglie che lo ha lasciato per una donna. Luna lo costringe a rimettersi in gioco e a immergersi  nell'universo sconosciuto delle app per incontri e degli appuntamenti al buio. 

Scopri il trailer ufficiale! 

Ma la carriera di Verdone è anche fatta di tanti piccoli aneddoti. In occasione dell’uscita del suo nuovo film abbiamo raccolto 10 curiosità su di lui che forse non conoscete. 

1. Signor Alberto Sordi?

Da bambino Verdone era affascinato e incuriosito da Alberto Sordi che viveva proprio davanti a a casa sua. Questo lo portò un giorno ad attirare l’attenzione dell’Albertone nazionale tirando piccoli sassolini contro la finestra della sua camera da letto gridando “Signor Alberto, signor Alberto Sordi?”. L’attore che in futuro incoronerà Carlo come suo erede si affacciò e urlò indispettito: “Vattene via regazzì!”. Un particolare che Verdone ha raccontato nella sua autobiografia  “La casa sopra i portici”, un ebook che trovate su TIMREADING e che potete subito leggere in streaming sullo smartphone: scoprirete i lati inediti del regista che si racconta senza filtri in un flusso di ricordi tenero ed esilarante tra ironia e malinconia. 

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2. Compagni di banco

Verdone e De Sica: colleghi, amici e…parenti! Per essere precisi sono cognati perché la sorella di Carlo, Silvia, è sposata con Christian. I due si conoscono dai tempi della scuola quando erano compagni di banco al liceo classico Nazareno di Roma. Forse proprio per questo Verdone volle De Sica al suo fianco per il film “Compagni di Scuola“, ispirato a una vera (e disastrosa) rimpatriata scolastica vissuta dai due amici e colleghi. 

3. Bocciato dal papà

Mario Verdone, padre di Carlo, era un apprezzato critico e storico del cinema che insegnava all’Università. Durante il suo percorso di studi Verdone figlio si trovò di fronte il papà che non ebbe nessuna pietà e lo bocciò all’esame di Storia del Cinema davanti a tutti i suoi compagni di corso. 

4. Uno schiaffo…un sacco bello!

Il produttore dei primi due film di Verdone fu Sergio Leone che aiutò moltissimo il giovane Carlo nella realizzazione delle due pellicole, consigliandolo nelle scelte di regista. In una scena di “Un Sacco Bello” Verdone interpreta il candido Leo che si arrabbia con la madre al telefono, desiderosa di essere raggiunta a Ladispoli. Lui ha appena incontrato la spagnola Marisol e per la prima volta si ribella all’autorità materna. Per avere un’aria sconvolta Leone obbligò Verdone a farsi di corsa due giri del palazzo prima di girare la scena. Lui fece finta di aver seguito il consiglio di Leone che però si accorse di tutto e schiaffeggiò il giovane attore davanti alla troupe. Uno schiaffo paterno: “Il cinema non è un circo, ricordatelo” gli disse. Del celebre schiaffo e di tanti altri aneddoti si parla nel libro “Carlo Verdone” di Antonio D'Olivo che potete leggere e rileggere su TIMREADING: un ampio ed esaustivo viaggio che attraversa il percorso professionale e i processi creativi di uno dei cineasti più amati e prolifici del cinema italiano. 

5. Ipocondriaco o medico mancato?

Verdone non ha mai nascosto la sua natura ansiosa: in passato non riusciva a controllarla e si affidava spesso alle medicine. Un film simbolo in questo senso è stato “Maledetto il giorno che t’ho incontrato”: una pellicola che ha permesso all’attore di mettersi totalmente a nudo mostrando al pubblico le sue paure e le sue fragilità. Una sorta di autoanalisi svolta insieme alla protagonista femminile interpretata da Margherita Buy, che ha consentito a Verdone di superare una volta per tutte la sua natura ipocondriaca. Quello che però è rimasto è un profondo interesse per la medicina: una “passione” che gli ha permesso nel 2007 di ricevere una Laurea Honoris Causa in Medicina dall'Università Federico II di Napoli. 

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6. Il più grande di tutti

Verdone è sempre stato chiaro: secondo lui il più grande regista della storia del cinema italiano è stato Federico Fellini. I due s’incontrarono per la prima volta nel 1992 quando Verdone diresse in teatro “Il Barbiere di Siviglia”. Fellini complimentandosi con Verdone lo spiazzò dicendogli: "Carle', ho saputo che te svegli presto la mattina ...te posso chiamare verso le sette - sette e mezzo? Dai che mi racconti un po' de sti giovani di oggi che fatico tanto a capire…". Verdone ne fu onorato. 

7. I figli

Verdone ha due figli: Giulia, apparsa in un cameo in “Al lupo al lupo” e in “Viaggi di nozze”, e Paolo che ha recitato in “Grande, grosso e... Verdone”, “Io, loro e Lara” e “Posti in piedi in paradiso”. Da un po’ di anni sono i suoi più fidati consiglieri: “Prima di ogni film faccio leggere loro il copione, è l’unico modo per sentirmi sicuro” ha dichiarato. 

8. Il pianto segreto

Soprattutto nei primi anni di carriera Verdone non cominciava mai un film sicuro di sé stesso. Nel 1988 durante le riprese di “Compagni di scuola”, da molti poi indicato come la sua pellicola più riuscita, ebbe un momento di grande difficoltà: il dover gestire per la prima volta un cast numerosissimo e l’impossibilità di girare le scene del film in sequenza  misero in crisi Verdone che al primo ciak si chiuse in bagno lasciandosi andare ad un pianto disperato. 

9. Quella volta che… prese in braccio Lauren Bacall!

C’è un particolare curioso che lega Verdone alla celebre attrice statunitense. Lo ha rivelato lui stesso qualche anno fa: “L'ho conosciuta a una cena, mi sono fatto firmare un autografo. Poi doveva salire dei gradini e mi ha chiesto di portarla in braccio perché aveva una gamba ingessata. Solo che io m'ero appena operato di ernia. E' stato tragico, un dolore immenso, ma non potevo tirarmi indietro. Le settimane successive sono rimasto a casa a fare fisioterapia!”. 

10. La cinepresa di Isabella Rossellini

Carlo Verdone si dilettava sin da giovanissimo nella ripresa amatoriale di cortometraggi. Comprò la sua prima cinepresa da Isabella Rossellini che doveva pagare una bolletta del telefono enorme e non voleva chiedere i soldi al padre, il celebre regista padre del Neoralismo.

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