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Gianrico Carofiglio, lo scrittore che visse tre volte

Se Gianrico Carofiglio fosse un libro, un ottimo titolo per sintetizzarlo potrebbe essere “L’uomo dalle tre vite”. Vite che si intersecano e inseguono, influenzandosi a vicenda. 

La prima, quella di magistrato nelle procure di Prato, Foggia e poi nella sua Bari. La seconda da politico, senatore per il Partito Democratico durante la XV legislatura. La terza, di cui desideriamo parlarvi oggi, è di scrittore di successo. Il suo genere, dati i trascorsi in magistratura in prima linea contro la sacra corona unita, non poteva che essere il thriller, benché nella prima fase della sua carriera sia spesso stato etichettato come autore noir

Testimone inconsapevole è suo il primo romanzo, edito da Sellerio nel 2002. Guido Guerrieri, avvocato afflitto da una crisi depressiva, riesce a superare i problemi personali grazie al complesso caso di cui è chiamato ad occuparsi. L’avvocato Guerrieri è protagonista anche di altri romanzi dell’autore: da Ad occhi chiusi a Ragionevoli dubbi, da Le perfezioni provvisorie a La regola dell'equilibrio

E’ però con Il passato è una terra straniera che Carofiglio guadagna l’attenzione del grande pubblico, aggiudicandosi anche il premio Bancarella nel 2005. Un successo che lo proietta, qualche anno dopo, a essere candidato anche tra i finalisti del premio Strega, con Il silenzio dell’onda (2011). 

Guido Guerrieri comparirà en passant anche in Una mutevole verità, del 2014. L’opera introduce ai lettori il nuovo personaggio letterario partorito dalla penna di Carofiglio, il maresciallo Pietro Fenoglio (tra l’altro omonimo di uno dei maestri dell’architettura liberty italiana). Fenoglio è piemontese ma trasferito a Bari, un uomo schivo e riservato quanto determinato nel suo lavoro L’impatto con la nuova realtà  non sarà facile, in un ambiente accogliente eppure allo stesso tempo ostile, allegro e solare ma anche capace di terribili crudeltà. 

Da qualche settimana il maresciallo è tornato in libreria con una nuova indagine, L’estate fredda. Quella del 1992, degli attentati di mafia che hanno ucciso Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di lotta senza quartiere alla criminalità e di inestricabile omertà. Dalla quale, ancora una volta, Fenoglio dovrà districarsi. 

L’uomo dalle tre vite ha insomma trovato un suo finale felice. Quello di scrittore tra i più apprezzati degli ultimi anni, con oltre 5 milioni di copie vendute e traduzioni in oltre 20 paesi. 

E tu, cara lettrice e caro lettore, come valuti i romanzi di Gianrico Carofiglio? Condividi la tua opinione con un commento a questo post! 

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