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In uscita Personal, il nuovo capitolo della saga di Jack Reacher

Talvolta capita che un personaggio letterario diventi più famoso di colui che gli ha dato vita. Sherlock Holmes, ad esempio. Senza nulla togliere Sir Arthur Conan Doyle, l’inquilino del 221B di Baker Street ha surclassato il suo creatore, tanto da costringerlo a riesumarlo dopo averlo fatto morire in uno dei suoi ultimi romanzi.

E che dire di Harry Potter? J. K. Rowling ha provato più volte a scrollarsi di dosso il maghetto artefice delle sue fortune letterarie, ma i tentativi – pur lodevoli – di cambiare genere (anche usando uno pseudonimo) non hanno mai partorito un successo neppure lontanamente paragonabile a quello della saga.

Chi invece non ha alcuna intenzione di far morire la propria celebre creatura è Lee Child, papà di Jack Reacher. 20 anni e 19 romanzi dopo, l’eroe solitario pronto a combattere contro le ingiustizie del mondo difendono i più deboli è pronto per una nuova avventura. Si intitola Personal, e a detta di molti critici è uno dei migliori – se non il migliore – romanzo della serie.

Jack Reacher, creatura di Lee Child, pseudonimo a sua volta nato dalla fantasia di Jim Grant, britannico classe 1954 che, dopo un trascorso di autore televisivo si è cimentato nella scrittura di thriller ad alta tensione.

Jack è un ex ufficiale della polizia militare statunitense, nato in Germania da madre francese e padre americano e a sua volta militare. La sua adolescenza è scandita dai mille trasferimenti in giro per il mondo, fino trovare una “casa” nell’Esercito degli U.S.A. e combatte nei fronti più caldi del globo, raccogliendo onorificenze e rispetto.

Che non lo tratterranno però dal congedarsi per abbracciare una vita errabonda, senza famiglia e senza legami, ma con parecchi nemici e conti da regolare. Per stessa ammissione dell’autore, le trame della saga di Jack Reacher sono lineari e rassicuranti: un’ingiustizia è compiuta, Jack Reacher si mette sulle tracce del colpevole e lo inchioda.

Non per questo risultano banali, o scontate, anzi: ogni episodio contiene elementi sorprendenti, e lo stile narrativo è tanto incalzante quanto godibile.Caratteristiche che hanno generato illustri ammiratori, anche insospettabili, come l’eterno candidato al premio Nobel per la letteratura, Murakami Haruki.

Nella saga di Jack Reacher la pura fantasia si mischia ad analogie con la vita di Lee Child. Ad esempio la loro altezza, tanto che la moglie ironicamente suggerì il nome del personaggio all’autore dicendogli che, qualora la carriera di scrittore fosse andata male, avrebbe potuto sempre ripiegare sul fare il reacher (colui che riesce ad arrivare agli scaffali più alti dei supermercati).

Jack si è congedato a causa dei tagli ai finanziamenti dell’Esercito, e Lee è stato “tagliato” dalla TV pubblica, anche qui a causa delle riduzione dei fondi. Jack Reacher è il difensore dei più deboli dalle angherie dei malvagi, e Lee Child è stato altrettanto paladino nel difendere i suoi colleghi da un odioso superiore, prima del licenziamento collettivo.

Come molti titoli di successo, anche la saga di Jack Reacher è stata trasposta al cinema. Con una piccola curiosità: il volto cinematografico di Jack Reacher è stato Tom Cruise. Una scelta artisticamente indiscutibile, se non per l’altezza: Tom Criuse non arriva al metro e settanta.

Ma per combattere il male, uno strappo alle regole si può sempre fare!

Commenti (1)

Rei
11/apr/2016 15:34:13

Bello!

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