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Lettera a mio figlio per la festa della mamma

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IL 14 MAGGIO È LA FESTA DELLA MAMMA. UNA LETTERA D’AMORE E I CONSIGLI DI LETTURA PER CELEBRARE IL SENTIMENTO  PIÙ INTENSO, QUELLO TRA UNA MADRE E UN FIGLIO. 

Ero in ospedale. Erano le tre del mattino. Ti avevo partorito all’una con un cesareo d’urgenza. Era una notte di luna piena e nelle notti di luna piena si partorisce di più e il pronto soccorso era pieno zeppo. Ero in un corridoio, stretta tra il muro e il passaggio delle ostetriche, perché le stanze erano tutte occupate. C’erano letti ovunque e gente che correva e facce stanche e arrabbiate.

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Con tuo fratello no, con lui era andata diversamente. Lui è nato in una clinica ai Parioli, con parto programmato. Abbiamo scelto il giorno e l’ora, per essere sicuri che l’ascendente fosse quello giusto. Se bisognava programmare, tanto valeva programmare bene. Ho scelto il cuscino e per cena mi hanno portato il menù stampato su cartoncino celeste.
Tu, invece. Ero in quel corridoio, ti dicevo, e chiedevo che ti portassero da me. “Non è possibile”, mi dicevano. Non possiamo portarle un neonato in corridoio. Deve stare nella nursery, mi dicevano. Ma io ti avevo visto per pochi minuti e ti volevo accanto a me. Ti volevo attaccare al seno, volevo farti sentire il mio calore. E così ho preteso. Ho preteso che ti portassero. Ho minacciato di andarti a prendere io stessa, con la cicatrice del cesareo appena chiusa, le gambe semi addormentate dall’anestesia. Tenevo stretta la flebo e cercavo di tirarmi su. “Voglio mio figlio”, dicevo “e lo voglio subito”. Mi guardavano come si guarda una pazza. Non posso biasimarli. Mi sarei guardata così anch’io.
Alla fine, ti hanno portato da me.

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Eri piccolissimo, ed eri avvolto in una coperta. Quando ti ho stretto a me non ho sentito più nulla. Non c’era la stanchezza, non c’era il dolore, non c’era il corridoio col muro scrostato e le luci al neon. C’eri solo tu. C’eravamo solo noi. Ti ho messo sul mio petto e tu hai spalancato la bocca e hai trovato il mio seno. Eravamo in quel corridoio, tu ed io. Eravamo solo noi. Una madre e un figlio. Hai affondato la testa nell’incavo del mio braccio e finalmente abbiamo dormito. Quella notte, mi sono sentita forte, mi sono sentita bella, mi sono sentita madre.

Oggi festeggio, amore mio. Perché per te e tuo fratello sono stata costretta a crescere, a lasciar andare, a combattere. Perché porto sul mio corpo le cicatrici della vostra esistenza. Perché nulla di tutto quello che ho fatto nella vita mi è costato di più. Mi ha dato di più. Mi ha insegnato di più.

Auguri a me, amore mio.

Auguri a noi. 

Tanti auguri alle mamme da TIMreading con dei consigli di lettura per festeggiare le madri tutti i giorni dell’anno.

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