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Sono a scuola quindi leggo

Le letture in streaming per il nuovo anno scolastico: come ogni inizio autunno, anche quest’anno insieme alle prime piogge torna in auge il dibattito sulla scuola. Le questioni aperte sono sempre le stesse: gli insegnanti che non ci sono, la dispersione scolastica, le sedi da ristrutturare. Ma questo settembre si è aggiunto un nuovo tema: quello del cellulare a scuola. La ministra Fedeli ha aperto all’ipotesi di utilizzare lo smartphone come strumento didattico, scatenando grandi discussioni tra favorevoli e contrari.

Se la linea della ministra passerà, noi abbiamo qualche suggerimento per usare il telefono con profitto leggendo su TIMREADING qualche libro in formato e-book,all’intervallo o nelle ore buche che siate alunni o professori. E naturalmente la lettura può proseguire a casa, sull’autobus e ovunque andiate.

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Si può cominciare con Eppure cadiamo felici, romanzo d’esordio di Enrico Galiano, un professore di lettere molto popolare su Facebook. Forte di una conoscenza diretta del mondo della scuola, Galiano dà vita alla figura di Gioia, una timida diciassettenne che si sente diversa dai coetanei e si rifugia nella bizzarra passione per le parole intraducibili. La sua esistenza viene sconvolta dall’incontro con Lo, introverso giocatore di freccette: insieme a lui Gioia si sentirà meno sola, ma l’improvvisa scomparsa del ragazzo la costringerà a seguire gli indizi che il misterioso Lo ha lasciato dietro di sé.

Per anticipare il tempo delle gite c’è il curioso esperimento dello scrittore Andrea Bajani, che quindici anni dopo l’esame di maturità decide di tornare a scuola per rivivere da infiltrato l’esperienza della gita scolastica in tre diversi istituti di Torino, Firenze e Palermo. Il suo reportage, dal titolo Domani niente scuola, è uno spaccato degli adolescenti di oggi raccontati da vicino.

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Anche Marco Lodoli, nella raccolta di racconti dal titolo I professori e altri professori, si immerge nel mondo della scuola e del sottile e ambiguo gioco che si instaura tra allievi e maestri. E’ un legame che non è mai a senso unico, perché capita che vi siano allievi capaci di segnare per sempre la vita dei loro maestri: ad esempio nel racconto Il rinoceronte, in cui una battuta casuale di una studentessa squarcia l’esistenza di un’insegnante obesa, oppure in Il maestro, in cui i consigli di un professore distruggono per sempre l’autostima di un giovane.

Gian Antonio Stella, invece, racconta la scuola di un tempo dal punto di vista di un maestro elementare nel suo Il maestro magro. Maestri magri erano quegli insegnanti del dopoguerra che, in virtù di una legge nata per combattere l’analfabetismo, riuscivano a convincere gruppi di adulti che non sapevano leggere e scrivere a tornare sui banchi di scuola. Il maestro magro di Stella è un giovane docente siciliano che, per trovare lavoro, si trasferisce prima nel Polesine e poi a Torino nell’epoca del boom industriale. E’ un romanzo “neorealista”, così definito dal suo autore, che mescola storie vere e immaginarie per tracciare un affresco della storia d’Italia del secondo novecento.

Per sorridere sulle virtù e miserie della scuola contemporanea si può infine leggere Tranquillo prof, la richiamo io di Christian Raimo, la grottesca vicenda di un insegnante spaesato che cerca di entrare in contatto con i suoi studenti attraverso messaggi, email e telefonate per recuperare un po’ di autorevolezza e ridare senso a una professione che sembra avere smarrito per strada il proprio compito.

 

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