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Da J.K. Rowling a Robert Galbraith: la nuova vita letteraria dell’autrice di Harry Potter

Il 21 Luglio del 2007 J.K. Rowling diede alle stampe l’attesissimo l’ultimo episodio della saga di Harry Potter, I doni della morte.

Si concluse così un successo fatto di oltre 400 milioni di copie, tradotte in 65 lingue, una serie di film dagli incassi miliardari, videogames e gadget che hanno reso l’autrice inglese la seconda donna (dietro la regina Elisabetta!) più ricca del Regno Unito, un’icona della letteratura per ragazzi di ogni tempo. 

Da quel giorno, però, Harry, Hermione e i personaggi della scuola di Hogwarts diventarono il passato. Di lì in poi la Rowling avrebbe dovuto scrivere – letteralmente – il proprio nuovo presente e futuro. Già, ma come?

Il dopo Harry Potter e Il seggio vacante

Una cosa fu subito certa: l’autrice non avrebbe scritto, almeno per un po’, altri romanzi dedicati ai ragazzi.

Ci vollero 5 anni, ma alla fine arrivò. Il seggio vacante, romanzo d’esordio della nuova J.K. Rowling, nel quale viene raccontata la lotta tra le due fazioni di un villaggio inglese, una ricca e borghese, l’altra povera e problematica, per accaparrarsi il seggio lasciato vacante da un consigliere locale, trovato morto nel proprio ufficio.   

Il romanzo ricevette immediatamente ottimi riscontri e critiche. Melvyn Bragg, del Guardian, lo recensì ottimamente definendolo un romanzo magnifico e tributando alla Rowling abilità di narratrice sullo stesso piano di quelle di Robert Louis Stevenson, Arthur Conan Doyle e PD James.

Un dubbio però attanagliava l’autrice. Quanto aveva influito il suo pesantissimo cognome nella buona accoglienza riservata a quella novità? E se la Rowling non fosse stata la Rowling, in quanti l’avrebbero considerata?

Dalla letteratura per ragazzi ai thriller. Nasce Robert Galbraith

Decise così di cambiare tutto. Genere, nome e perfino sesso. Si sarebbe trasformata in Robert Galbraith, uno scrittore esordiente di romanzi thriller, un ex militare inglese ritiratosi dall’attività per lavorare nel settore della sicurezza privata. E a sua volta avrebbe partorito un proprio personaggio, l’investigatore privato Cormoran Strike, un ex militare ferito in Afghanistan, scaricato dalla compagna e senza neppure un tetto sotto il quale vivere.

Nell’aprile del 2013 uscì così Il richiamo del cuculo, nel quale l’investigatore privato Strike è chiamato a indagare sulla morte apparentemente accidentale di una supermodella.  Il romanzo non fu un grosso successo commerciale, se ne vendettero soltanto 500 copie della prima edizione, eppure la critica gli tributò notevoli attenzioni, definendolo un ottimo debutto.   

Presto, però, qualcuno notò le numerose similitudini tra lo stile della Rowling e quello dell’esordiente Galbraith. E - dettaglio non da poco - la curiosa coincidenza dell’essere seguiti dallo stesso agente e pubblicati dalla stessa casa editrice. Fu la giornalista del Sunday Times India Knight a scoprire la verità, e a cambiare drasticamente il destino commerciale del Richiamo del cuculo. In pochi giorni le vendite aumentarono del 4000% con altre 150.000 copie stampate per sopperire all’aumento della domanda.

La carriera di Cormoran Strike (e di Robert Galbraith) è proseguita egregiamente. Al Richiamo del cuculo è seguito Il baco da seta, e da giovedì è disponibile su TIMreading anche La via del male. Nella sua nuova avventura Cormoran e la sua determinata assistente Robin se la vedranno con un misterioso maniaco, proveniente dall’oscuro passato dell’investigatore.

Sarà un altro successo?

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